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lunedì, 10 dicembre 2007 le cose, dopo.
(queste pagine finiscono qui.)
lunedì, 15 ottobre 2007 "Mi fai vedere la schiena?" gli chiede.
Lui si gira e si alza la maglietta.
Lei non vede niente.
L'estate si prodiga in mille sorrisi
nulla fa presagire nulla. D'altra parte,
lei dice, è estate, non c'è nulla da presagire.
Andremo in vacanza, rideremo, faremo l'amore.
Cosa può succedere? Nulla.
O forse correndo mi slogherò una caviglia.
Prenderò l'influenza. Sono cose che agli altri,
a volte, accadono. Gli incidenti dei giorni.
I vasi comunicanti fra la calma e il sottobosco
di lame che non guardiamo mai
che a starci attenti poi non vedi più gli alberi
alti verdi e sempre. Così funziona.
"Mi fai vedere i seni?" le chiede.
Lei si gira e si alza la maglietta.
Lui vede la sua schiena.
Quest'anno è piovuto pochissimo. Le strade mostrano la polvere
prima ancora di mostrare il nome. D'altra parte, lui dice,
se non piove basterà ricordarci di bagnare
le piante più spesso.
Andremo in vacanza, rideremo, faremo l'amore.
Cosa può succedere? Nulla.
O forse correndo inciamperò in un marciapiede.
Prenderò il raffreddore. No, niente di tutto ciò.
Sono cose che non mi accadono. Io so come va.
Io prevedo con la massima precisione l'inclinazione
del mio capo al risveglio, la temperatura nei miei ventricoli
quando mi tocchi, il colore dei sogni che farò.
Io so tutto prima. Così funziona.
"Mi fai vedere i seni?" le chiede.
Lei si gira e alza la maglietta di lui.
Lui guarda a lungo senza dire niente.
Lei si preme il ventre e sente un dolore insufficiente.
O così lei crede-
impazzisco solo a pensare all'odore che devi avere in bocca la mattina
ma solo sfiorarti di maniche e lembi
questo
è il filo del rasoio
cos'è questa confusione, eppure
io l'ho cercata
a spanne e detrazioni
accarezzando la polvere sotto le sedie
stendendomi l'acqua sul viso
aspettandomi i tuoi capelli ad asciugarlo
ora spiegami, selina, che più non comprendo,
il ponte fra le cose
che parte da me e lo vedo che a te arriva
ma se lo percorro non ha capo
spiegami la rottura degli eventi luminosi
che quando accendo la luce sei solo dentro la mia retina
spiegami cosa possiedo
se scrivo solo perchè non ti ho
e se ti ho sono una poesia che greta scrive
sabato, 13 ottobre 2007 Forse ho rivolto le unghie altrove
per rieducarmi a incontrollati solchi,
ma ora basta.
L'amore che mi morde è cieco
tocca a me gardare per lui.
giovedì, 11 ottobre 2007 Quando ti abbiamo vista per la prima volta
abbiamo tutti pensato
a un'esplosione di vetri.
Subito sapemmo
che non avremo potuto
guardarti sotto la gonna.
Selina, io credo che nessuno di noi
ti abbia ringraziata a sufficienza
per averci girato lo sguardo
e le mani.
mercoledì, 10 ottobre 2007 sai, anita, che quando la schiena scrive rabbia
la strada è ancora molta
o non c'è affatto
non c'è traccia di amore
nessun tessuto connettivo
questo dicono i polsi
capita, a volte,
che ci infiliamo in inverni
più grandi di noi
col tremendo timore
che un giorno i nostri cuori
si spezzeranno per diversi motivi
vedi, gli animali
si strofinano il muso in ogni caso
senza parole, ma
noi parliamo. e questa pace
ce la possiamo pure scordare.
ma se taci, se zittisci, anita,
i polsi la schiena e ogni neve
-lo possiamo fare-
basterebbe questo:
la luce impossibile abbacinante di ottobre
lo schianto dell'iride contro il cielo
e sentirselo, questo cuore, come un cuore.
lunedì, 08 ottobre 2007 Anita, vieni, devi
farmi delle foto.
Lascia stare la carne e la sua
assenza dietro gli occhi.
Gli scheletri ci sostengono
ma senza scelta.
Non sarà la carezza della violenza
a salvarci dalla violenza.
giovedì, 04 ottobre 2007 1. Il punto primo potrebbe recitare questo:
"Dimentica ogni cosa che scrivi".
Ma sintatticamente non lo comprendo.
2.Ogni cosa si può scrivere.
Senza tuttavia pretendere
di averla scritta.
3.Un antico trattato sul linguaggio erotico della sonnolenza
afferma che le sole parole di valore
sortiscono durante le fasi r.e.m..
4.Il giornale di oggi invoca il ritorno dell'amanuense.
Lo riporto brevemente qua pigiando dei tasti.
Come li ha pigiati l'autore dell'articolo.
5.Poiché pone un grosso fiocco sulla mano ferma,
questa si crede ballerina e danzante.
In realtà non s'è mai mossa né ha scritto nulla, e così via.
6.La totale assenza di sé dalla poesia
richiede uno sforzo notevole inammissibile.
La critica lo conferma. Io, per me, non ci penso mai.
7.e: dovremmo ricordare:
ci sono corridori dei quali nessuno parla mai
(didascalia a una poesia fotografata inavvertitamente)
8.Il linguaggio assegnato alle poesie del futuro
io non lo credo affatto.
Non è nemmeno sottocutaneo.
9.Allora io ho aspettato. Ho descritto:
Ho iniziato il mio lavoro: essere invadente già alle ore otto di mattina.
Senza per questo farne un dramma.
10.Quindi, leggo, dovrei mettere in discussione
di esserne genitrice. Ma come negli scritti
su questa pelle si vede lo stesso disegno del tempo.
(Una poesia in nr. punti senza rimedio
non dovrebbe supportare grafemi fratti, nevrotici.
Ma io scrivo le poesie con le ginocchia.)
domenica, 30 settembre 2007 abbiamo sempre creduto di scrivere poesie.
avevamo torto.
non erano poesie.
erano le cose
e i loro fili intricati sottilissimi.
venerdì, 28 settembre 2007 Talvolta passo ore alla fotocopiatrice per sentire i fogli che ne escono caldissimi - così mi scaldo le mani, poi penso che sono le tue mani che mi scaldano pensandole carta, e mi dico che al mondo tu sei tutto, Selina, sei davvero tutto, senza soluzione o stacco alcuno.
mercoledì, 26 settembre 2007 poi se il vento uscisse dalla sua casa
-ma il vento non ha una casa-
non è questo il punto
se ne uscisse, ecco,
a sterminare questo parco di automobili davanti a casa
a frantumarle scuotendo gli ippocastani
a placare di sassate questa fame di stagioni
se uscisse, se riuscisse ad ammettermi
che sul davanti
ho ben più d'un cuore
lunedì, 24 settembre 2007 (Ma non sono sempre stata così.
Certe volte il cuore entrava in un delirio cannibale.
O mi si puntinavano gli occhi di una candore inesplicabile.)
domenica, 23 settembre 2007 Oh, Selina, il senso privilegiato del tatto
quando le mani da stringere sono le tue e io non sento nulla più.
martedì, 18 settembre 2007 (Poi scopro di essere passata,
e che le mani, i seni, le cose tutte
erano una tenda tirata a dare
un altro panorama
o solo un'altra pagina, priva di volto, priva di parole)
lunedì, 17 settembre 2007 (Perchè così è stato insegnato loro:
a raccattare fra le porcherie dei rapporti
ogni minima manifestazione di bellezza.)
giovedì, 13 settembre 2007 Gli uomini disperati
mettiamoli nelle vie di Parigi
alle cinque di mattina.
Poi mettiamo che un tram scrostato arrivi
a caricarli, fermi sotto un tiglio,
perchè no?
Cose da niente che assumono proporzioni incredibili.
Saliranno tutti sul tram gli uomini disperati
senza che nessuno dica loro niente.
Se ne staranno lì
il cappotto duro
l'aspetto di uno che sta per soffocare.
Allora il tram
li porterà nei quartieri dove
muoiono le strade.
"Ah, anche io sono votato a morire"
dirà il conducente del tram
"e il mio cuore a concimare questo ferro vecchio.
Allora questo pomeriggio ho detto.
E nel lavandino ho fatto un falò di tutti i capelli che ho avuto
fiori recisi secchi.
Poi ho guardato ed ecco: tutti i miei anni sono qua
segregati nelle mie mani
ripresi nel loro fulgore di stagioni
e pure riscritti, riarrangiati
manovrati, scoloriti,
anche incompleti o stuccati, ma tutti
tutti mi fanno tremare
e così certe notti d'impatto
e così certi giorni privi d'impeto."
Quindi fermerà il tram. Forse scenderà dal suo sedile
lasciando gli uomini disperati nel tram fermo
in mezzo all'imbocco di un vicolo cieco.
Gli uomini diperati.
Quando si volterà, si saranno mossi, accorti, svaniti?
In ogni caso, ecco,
io credo nei miracoli
nelle cose impossibili che nella vita
ci si compiono davanti agli occhi.
mercoledì, 12 settembre 2007 Questo pericolo, questo amore,
e poi ancora queste braccia e
queste gambe e questo
petto, il seno, la testa, le membra tutte
ma ancora non ti sento, Selina,
mio ricamo, mia bambina, dove sei?
lunedì, 10 settembre 2007 Brevi oggetti di danza che mi plasmano la vista di nuove linee:
io amo gli infiniti ponti posti fra te e le tue dita, e
le acque che sotto vi scorrono.
domenica, 09 settembre 2007 Vedi quell'uomo? Si è sposato tre volte
e ha fatto figli con ogni donna.
Ora vive solo, ma mantiene tre famiglie.
Io dico, se fossimo qualcosa di opinabile.
Ma gli accadimenti non danno scampo.
sabato, 08 settembre 2007 e di schianto, solo ora, l'estate è giunta a maturazione
è alta e piena di propositi
come una giovane donna in abito scollato.
mercoledì, 05 settembre 2007 Chi mi ha messo le poesie nelle mani?!
Io! sono stata io.
Una notte sono arrivata nella tua stanza. Tu dormivi senza lato,
la mano destra sotto testa e cuscino, la mano sinistra stretta fra le cosce.
Ben nascoste. Ho posato lo scalpello, il martello e i coltellini.
Le ho dovute cavare a parole. Ti ho raccontato che eri piccolo,
in braccio alle zie profumate. Che con le manine potevi accarezzarmi,
che potevi attaccarti al mio seno. Allora hai tirato fuori le mani.
Io le ho incise e riempite di poesie. Al cambiare delle stagioni vengon giù
dalle dita, e tu non puoi deciderle nè farci proprio nulla.
sabato, 01 settembre 2007 (vorrei insegnarti l'orgoglio e la fatica di avere una figlia, perchè mi sono guardata le mani e innumerevoli notti ho atteso il mio rientro a casa e innumerevoli volte ho servito il mio carattere appiccicoso senza alzare la voce e innumerevoli volte ho calato una carezza sulla mia testa di dita che erano poi mie. di qui la fallbilità della mia schiena erosa, consumata dall'assenza di mani a tracciare quantomeno la genealogia delle costole)
oh, non mi dire brava, non dirmi una volta di più, perchè io ti torco le braccia fino a spezzarle e anche il collo! la follia ha serramenti imperfetti e guarda un po' come ti sbatte fuori. dimmi, ti stupiresti se cominciassi a sbattere contro mura e ostacoli come un insetto impazzito, decerebrato? le senti le cose che accadono che ci fanno così sperare di essere morti, contusi, nudi, ributtanti? siamo carogne instabili, bestie difettose. io posso solo sublimare le spinte con una scrittura di chiodo, chiamala lucida o sottile o pungente. allora so perché certe terminazioni della poesia mandino ancora tante pulsazioni e particelle organiche, sangue, cartilagine e scarti d'ossa.
mercoledì, 29 agosto 2007 reiterare l'orgoglio delle spalle puntite,
narrarlo a spanne e aria dal suolo
o confessare altre attività sconvenienti
ben oltre il cordone delle mie braccia aperte
o rendere piuttosto qualche fandonia, una piccola missiva?
dirmi empia sfrontata folle, magari visionaria, magari.
qualche altra volta la regina assoluta.
domenica, 26 agosto 2007 "Motori per tapparelle". Prosegui. Non c'è
strada che si tenga uguale dopo il passaggio di corpi.
Perdita di rifugi architettonici, assenza di riferimenti visivi.
Andiamo? Prosegui. Se credi o vuoi considera,
ma in silenzio. Educatamente, piano.
Fissa i palazzi, le case che rapidamente abitiamo,
anche solo d'immaginazione, anche solo di intenti.
Molecole, aloni, polvere. Gli hotel di cose.
I monumenti si riplasmano dal tuo moto costante,
ma non guardarti i piedi. Piuttosto prendi i ponti,
l'asfalto, le pensiline, come irreparabili versioni del corpo.
Gli oblò cinerini da chiudersi col buio, pulsioni di modulari viola
esistenze, esperimenti di manifattura viscerale, fermate a richiesta e
imballi, nastri stradali in lentissimo riavvolgimento.
Coraggio, oppure pazienza.
Se giungere fosse necessariamente abilitare
forme secondarie, fresche, inaspettate,
non ti avrei portata alla città.
venerdì, 24 agosto 2007 Magari puoi insegnarmi un comportamento bluastro o mettermi le mani addosso e che poi non se ne parli più. Così dice e che potremmo vendere la pelle i polmoni i seni fors'anche la fica. Ma a quale amore sottostare poi, spoglie, sfemminate, prive? Come odiare senza essere più toccabili?
mercoledì, 22 agosto 2007 brevemente
si veste
in attesa che si rapprendano
gli orli delle mani
sul giorno
cuce uno spessore
appena visibile
sull'iride sguainata
piano si tira i capelli
per allungarli, precisamente
fino ai seni
del ventre fa grotta
inquieta, nodosa,
secca
al polso indossa
il braccialetto
di una ragazza morta
le labbra le dipinge di pelle
a ristabilire la bocca
e le sue fami assolute
guarda lo specchio
si trova
sorride
brevemente
si sveste
venerdì, 17 agosto 2007 Ogni mattina lava a lungo i suoi seni con l'acqua fredda, quindi si sdraia per terra nel massimo silenzio del corpo. L'acqua fredda le indurisce i seni, e sentendoli così duri può sognare di essere altro.
Quando non le riesce più di tenersi fra le pareti spoglie e consuete del suo appartamento si dice uomo e frequenta ampissimi ipermercati. Spinge con calma e quasi invisibile il carrello semivuoto fra le corsie e ne cerca una. Le sue sono solo ragazze ossute dai modi sottili, di pochi lisci particolari. Spesso deve girare a lungo prima di trovarne. Allora la segue, e da lontano assapora la tiepida viscosa invidia di non riuscire a portare i suoi propri seni come piccoli orecchini estivi, o solo nomignolo del suo sesso quando nessuno la vede.
giovedì, 16 agosto 2007
lunedì, 13 agosto 2007 la fenomenologia, cos'è? costa 320 lire e si trova nei mercati coperti
con piattini e radiosveglie, per terra
dove non pisciano i cani.
martedì, 07 agosto 2007 La mia puttana preferita
è un tubo che s'attorciglia
su di una centralina elettrica.
Come ogni cosa che vedo per strada
non esiste e vede solo me.
Così manca di alcune cose fondamentali:
l'odore dell'assenza di dita dietro le orecchie
lo spazio fra braccio e torace per nascondervi i segreti
e un seno freddo sul quale appuntare rabbia.
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